GREEN PASS, GUIDA ALL'USO

Pronto il Dpcm, a fare i controlli saranno le forze dell’ordine e il personale di locali, esercizi pubblici e strutture ricettive. Si scarica da web, app immuni, Io e dal Fascicolo sanitario.
















Arriva il Green pass, il documento che attesterà il nostro stato di salute dal Covid.Ci permetterà di viaggiare, andare in vacanza, partecipare a feste, entrare in locali, insomma tornare a vivere con regolarità. Ma come si ottiene il green pass? Chi farà i controlli? Vi spieghiamo cosa c’è da sapere.


Ad ottenere il green pass potranno essere quelli che finora hanno ricevuto almeno una dose di vaccino. Per questi, il lasciapassare durerà 9 mesi che scatteranno 15 giorni dopo la prima iniezione.

Anche chi è guarito dal covid può ottenere il green pass che però scade dopo 6 mesi dalla guarigione. Quindi chi è guarito da più di 6 mesi non può ottenere il green pass se non si fa almeno una dose di vaccino.

E se non vi volete né ammalare, né vaccinare? Il green pass si potrà ottenere anche dopo un tampone negativo (e vale per 72 ore dal tampone) o un test antigenico (in questo caso vale solo per 48 ore).


Il certificato verde servirà innanzitutto per trascorrere le vacanze in Europa visto che la disciplina è condivisa da tutti gli Stati Membri che hanno adottato un apposito regolamento valido su tutto il territorio dell’Ue.

Attenzione però: alcuni Paesi chiedono anche la seconda dose di vaccino.

Il green pass serve anche per chi vuol viaggiare dentro l’Italia e raggiungere zone arancioni e rosse. Ma soprattutto il green pass serve per partecipare alle feste legate a cerimonie come i matrimoni o per accedere alle Rsa e agli ospedali.

A regolamentare il green pass italiano è l’atteso Dpcm sulle riaperture che ha appena incassato il parere con alcune osservazioni del Garante della privacy e che è stato messo a punto insieme ai ministeri della Salute, dell’Innovazione e al Mef.


Attraverso una apposita app potrà essere verificato da una lunga platea di persone: oltre alle forze di polizia c’è il personale di locali di intrattenimento, strutture ricettive (come gli hotel) o pubblici esercizi (a esempio i ristoranti) oltre a luoghi dove si svolgono eventi e spettacoli. I gestori potranno quindi verificare che gli invitati o gli avventori siano in regola e quindi decidere se farli entrare o no. Il tutto avverrà tramite la lettura del Qr code di un’app. Una app che consentirà a questi verificatori di controllare «l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione, e di conoscere le generalità dell’intestatario».

I deputati a controllare la veridicità del green pass saranno dunque non solo «i pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni», ma anche «il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi». E poi: «I soggetti titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde Covid-19, nonché i loro delegati» e ancora «il proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde». Infine « i gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali per l’accesso alle quali, in qualità di visitatori, sia prescritto il possesso di certificazione verde».


I green pass potranno essere scaricati sul proprio telefono o stampati dai cittadini attraverso vari canali: dal « sito web dedicato, sia attraverso accesso con identità digitale sia con autenticazione a più fattori» al «Fascicolo Sanitario Elettronico»; dall’app Immuni all’app Io (anche se è finita nel mirino del Garante della privacy) fino al sistema tessera sanitaria ma in questo ultimo caso a rilasciare il certificato verde ai cittadini saranno «medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacisti e altri medici delle aziende sanitarie».


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