LA DISIDROSI CHE COLPISCE MANI E PIEDI, CURA E PREVENZIONE

L'eczema disidrosico è un disturbo diffuso e che può portare fastidi, vediamo come curarlo


























Se avete delle fastidiose vesciche sul palmo delle mani o ai lati delle dita o addirittura sulla pianta dei piedi potreste avere la disidrosi. Si tratta di un disturbo infiammatorio della cute piuttosto diffuso, definito anche eczema disidrosico, perché si manifesta, appunto, come un eczema e può presentarsi in concomitanza con dermatite atopica o da contatto. Proprio perché può comparire con altri disturbi della pelle, spesso è sottodiagnosticata. Colpisce soprattutto giovani adulti di età tra i 30 e i 40 anni e sembra avere una maggiore frequenza nella bella stagione, tra primavera ed estate.


Le vesciche, che possono dare anche molto prurito, guariscono in circa tre settimane, ma se questo non avviene, se i sintomi continuano a persistere, allora diventa indispensabile rivolgersi al medico e in particolare a un dermatologo, per indagare meglio le cause della disidrosi e trovare una soluzione ad hoc. Inoltre a volte il prurito e il dolore possono portare il soggetto colpito a questa malattia a grattarsi ancora di più facendosi male e favorendo anche l’insorgere di infezioni batteriche, per cui diventa urgente rivolgersi al medico.


Il sintomo principale è la comparsa di vesciche di circa 1-2 mm di diametro. Vengono dette anche esantema vescicolare e sono delle vesciche piene di liquido, molto vicine l’una all’altra, tanto che a volta può anche sembrare una singola vescica più estesa. Solitamente provocano prurito o dolore o entrambi. In circa 3-4 settimane queste vescichette si seccano, si formano delle crosticine che cadono, vi è infatti una desquamazione, ma il problema è che la pelle sottostante poi resta arrossata ed è più sensibile del solito, quindi in questa fase occorre stare attenti a non venire a contatto con germi o batteri che potrebbero peggiorare la situazione.


Per la medicina è stato molto difficile capire quali siano le reali cause della disidrosi. Ci sono tuttavia delle ipotesi sulla base di studi condotti su persone affette da questo disturbo. Uno dei fattori di rischio piuttosto diffuso tra chi ha la disidrosi è lo stress, in particolare chi ha l’eczema disidrosico ricorrente o cronico è soggetto a nuovi episodi di disidrosi nei periodi in cui è più stressato.

Un’altra delle cause più frequenti è l’esposizione a metalli come nichel, cobalto o cromo oppure a sostanze irritanti. Altre volte ancora la disidrosi si manifesta con altri disturbi, come conseguenza o sintomo di una dermatite atopica o come reazione allergica, per esempio nel caso della febbre da fieno. Talvolta compare anche in concomitanza con raffreddori allergici nel periodo primavera-estate. Può anche essere una conseguenza dell’eccessiva sudorazione.


Premesso che, nel giro di un mesetto, può anche guarire da sola, senza usare alcun medicinale, il trattamento della disidrosi può richiedere l’uso di farmaci topici o sistemici, i primi soprattutto per alleviare il prurito e il dolore. In particolare si rivelano efficaci sostanze astringenti come permanganato di potassio, creme antinfiammatorie steroidee e nei casi più gravi anche steroidi da assumere per via orale. Anche impacchi freddi e umidi possono essere d’aiuto, così come l’uso di antistaminici per ridurre il prurito.


Nei soggetti che non possono usare farmaci corticosteroidi è consigliato un rimedio alternativo come l’uso di immunosoppressori o la terapia fotodinamica che consiste nell’uso topico di un farmaco fotosensibilizzante e l’esposizione a una fonte di radiazioni luminose. Applicando la crema sulle vesciche, la zona interessata dall’esantema vescicolare diventa più sensibile alla luce e così, una volta che si procede all’esposizione ai raggi ultravioletti, vengono distrutte le cellule anomale che, grazie alla crema, sono iperfotosensibili.


Anche se questa soluzione è efficace e poco invasiva, non si conoscono bene gli effetti collaterali a lungo termine, per cui vi si fa ricorso soltanto quando non si possono usare i corticosteroidei o quando sono stati usati ma si sono rivelati inefficaci. Lo stesso vale per gli immunosoppressori, da usare solo quando non si può fare diversamente, anche perché si tratta di medicinali che rendono l’organismo più fragile e quindi lo espongono a maggiori rischi di contrarre virus e batteri.


In realtà è piuttosto difficile prevenire la disidrosi. Generalmente chi è soggetto ad averla deve cercare di non stressarsi e di non venire a contatto con sostanze verso le quali è particolarmente sensibile. Inoltre è consigliato tenere sempre la pelle idratata, evitare detergenti che tra gli ingredienti abbiano sostanze irritanti, evitare la lana e preferire indumenti di cotone, evitare di stare a contatto con gli animali se si è allergici, usare detersivi in polvere non biologici per lavare i vestiti e sciacquarli bene per evitare che restino residui, evitare di indossare guanti di gomma e guanti che contengano polvere.


Inoltre, se si va in piscina, occorre risciacquarsi bene con acqua senza cloro dopo la nuotata e usare una crema idratante. Bisogna anche cercare di stare al fresco ed evitare alte temperature, perché come abbiamo detto una delle cause può essere l’eccessiva sudorazione. In ogni caso, bisogna cercare di combattere il prurito, evitare di grattarsi perché si può peggiorare la situazione.


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